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Il
secondo itinerario proposto, lungo circa 1000 metri, ha inizio in località
Pianimarini.
Vi si accede percorrendo la Strada Statale Frentana in direzione Casoli:
uscendo dall'abitato di Lama dei Peligni, dopo alcuni chilometri e aver
svoltato a destra in località Corpi Santi, incontriamo la Frazione di
Fonte Rossi, in piena curva svoltando a destra seguire le indicazioni
per Vaccarda, Pianimarini, la strada culmina nella frazione omonima
e conduce in prossimità della sponda fluviale, dove nell'ampio parcheggio
potrete lasciare l'auto e procedere al "rito" della vestizione.
Non tralasciate nulla: eviterete di tornare indietro proprio nel bel
mezzo delle schiuse con relativa attività frenetica delle trote.
A sinistra del Ponte Rotto, ultimo segmento di un ponte distrutto dalla
piena del 1993 che conduceva al paese di Torricella Peligna, percorrendo
a piedi il sentiero si riesce ad arrivare per almeno duecento metri
a valle, ma nessuno vieta di iniziare a pescare più a valle ancora,
dopo aver guadato e ripreso il sentiero dalla sponda opposta, da qui
si può cominciare ad affrontare il fiume. Il tratto è ricco di grosse
lame che permettono di esibire la propria tecnica di lancio e provare
ogni imitazione: spesso un'imitazione “stimulator”, specialmente nelle
ore mattutine e pomeridiane, risveglia l'istinto territoriale delle
grosse trote che sono presenti specialmente in prossimità delle profonde
buche alimentate da correnti vorticose.
Appena a monte del "Ponte Rotto", dove il fiume si divide
in due a causa delle repentine deviazioni causate dalle piene primaverili,
iniziamo a trovare ghiareti alimentati da lunghi tratti di corrente.
Non crediate siano da trascurare: ogni piccola buca può riservare sorprese,
segue un susseguirsi di lame e correnti per circa un chilometro che
ci portano in vicinanza del "Vecchio Mulino" (non visibile dal fiume
se non si torna sugli ipposentieri), fino alla pool che possiamo definire
la più lunga dell'Aventino, oltre ad offrirci una rilassante pesca serale,
permette di tentare le nostre prede nelle forti correnti che la alimentano.
Tutto il tratto, come del resto buona parte delle sponde fluviali poste
ai lati della "Zona 2 Tratto No Kill", sono ricchissime di flora ripariale,
boschi di cerri, salici e ontani; con la loro ombra proiettata nell'alveo,
invogliano le trote ad aggredire gli insetti anche nelle ore più calde,
offrendo svariate postazioni di caccia.
Si potrebbe usufruire del secondo itinerario anche a ritroso: in vicinanza
del "Vecchio Mulino", da cui si accede tramite un largo sentiero percorribile
anche con l'auto (attenzione all'ultimo tratto, più adatto ai fuoristrada)
e che si incontra sulla nostra destra prima di arrivare nel mezzo della
frazione di Pianimarini, percorrendolo svoltando sempre sulla sinistra
per circa 500 metri verso il fondovalle, ci ritroviamo in un ampio piazzale,
che sarà adibito al più presto a maneggio ippico essendo collegato con
gli ipposentieri. Da qui (dove possiamo lasciare l'auto), scendendo
per i sentieri che fiancheggiano il fiume, è possibile arrivare a valle
dove si trova il "Ponte Rotto" e risalirlo in azione di pesca in modo
che, regolandoci sull'orario di arrivo, potremmo attendere la sera per
il fatidico "coup du soir" proprio in prossimità della nostra auto.
Appena a monte dell'area "Box Maneggio" ci ritroviamo a valle del primo
itinerario e volendo possiamo proseguire verso il "Ponte di Ferro".
Infatti il primo ed il secondo itinerario, per chi ha buone gambe ed
allenamento discreto, possono essere affrontati in giornata.

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