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Il
primo itinerario consigliato, lungo circa 1860 metri, parte proprio
dall'inizio della “Zona 2 Tratto No Kill”, vi si accede scendendo in
macchina dal centro abitato di Lama dei Peligni, percorrendo la strada
che da destra del municipio scende verso valle, seguendo le tabelle
ecologiche in legno poste in loco con la dicitura inconfondibile “No
Kill”, così si arriva fino al Ponte di Ferro.
In
prossimità vi sono sia aree di sosta per lasciare l'auto, sia punti
attrezzati con tavoli e panche per eventuale pic-nic immerso nel verde
del bosco.
Sul lato sinistro del ponte, verso valle, troviamo l'ipposentiero da
cui inizia l'itinerario che costeggia il fiume per circa 2 chilometri.
Per chi predilige la pesca a risalire, dopo averlo percorso circa un
chilometro, ci si trova di fronte il primo tratto scosceso, percorrendolo
appena a valle e seguendo uno dei viottoli a destra si accede all'alveo.
Tramite i sentieri che costeggiano il fiume è possibile risalirlo fino
all'inizio del No Kill. La zona è caratterizzata da grosse lame che
permettono di attendere il “coup du soir”, infatti vi sono grosse buche
che ospitano, in tane profonde e protette da alberi trasportati dalle
piene primaverili, trote degne di grande interesse per dimensioni e
bellezza.
Per chi è amante della tecnica di lancio e pesca espressa nel massimo
della sua esasperazione, qui il torrente offre molteplici occasioni
per insidiare i pesci che si annidano in prossimità delle forti correnti
create da macigni caduti in alveo, trote che talvolta non esitano a
uscire per ghermire artificiali da caccia assai voluminosi. Come detto
poc'anzi, vista la buona percorribilità del tratto, lo consiglio vivamente
per il pomeriggio, per arrivare così alle ore serali senza correre
il rischio di non ritrovare il punto in cui si è lasciata l'auto.

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